Arrestato un dipendente dell´Agenzia delle entrate
Irene De Arcangelis
Un 49enne ha violato il sistema informatico prima negli uffici di Napoli e poi in quelli di Caserta Chissà quanti evasori avrebbero voluto essere suoi amici. Potergli chiedere la cortesia, con un paio di colpi di mouse, di cancellare i debiti con l´erario. Due clic per ritornare ad essere cittadino esemplare che paga fino all´ultimo euro di tasse. Un potere praticamente immenso, se hai conoscenze informatiche e sei un dipendente (infedele) dell´Agenzia delle entrate. Fino a quando, naturalmente, non se ne accorgono i segugi della Guardia di Finanza. Che ieri hanno arrestato l´uomo che faceva sparire con il leggero tocco dei polpastrelli su una tastiera contributi da pagare e versamenti in arretrato, sanzioni e multe. In tutto danno all´ente che gli dava il lavoro: l´erario. Danno calcolato, per quello che si sa, intorno ai 115 mila euro. Professionalità criminale ma anche, al netto del successo investigativo, l´inquietante punto debole individuato nel sistema informatico dell´Agenzia delle entrate. Perché ci sono e ci saranno sempre esperti del computer in grado di scavalcare qualunque filtro o barriera.
Accessi abusivi a sistemi informatici e falso commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici. Queste le accuse a carico di Giovanni Arciello, 49 anni, arrestato dalla polizia giudiziaria della Guardia di Finanza alla fine delle indagini coordinate dalla sezione Criminalità economica della Procura della Repubblica. Arciello, per gli investigatori, avrebbe effettuato continuamente quegli accessi proibiti al sistema dal 2003, quando era impiegato nella sede dell´Agenzia delle entrate di via Diaz a Napoli, e fino al 2006, quando venne trasferito a Caserta. Avendo lui peraltro un precedente procedimento penale in corso per cui era già stato rinviato a giudizio. Ma perché cancellare le tasse da pagare di altre persone? Certamente per un vantaggio economico, che però andrà chiarito dagli investigatori ora a caccia di chi ha goduto di quei magici clic più potenti della gomma per cancellare o del bianchetto. Tra i più affezionati clienti dell´impiegato un commercialista napoletano. E relativi clienti.
In pratica Arciello, utilizzando l´account di un collega (ignaro), era riuscito ad abilitare un codice utente riferito a una persona inesistente. E con quel codice si dedicava all´aggiornamento dati fraudolento: regolarizzava gli omessi pagamenti, azzerava le sanzioni e quant´altro. In pratica cancellava i debiti dei contribuenti nei confronti dello Stato, provocando - secondo quanto accertato fino a questo momento - un danno da 115 mila euro all´erario. Tutto grazie all´accesso fuorilegge all´area "Servizi per il contribuente" cui lo stesso Arciello non era mai stato abilitato dall´Agenzia per le entrate.
Ma la posizione dell´indagato si è ulteriormente aggravata in seguito alla perquisizione domiciliare effettuata dai finanzieri. Che hanno trovato nel suo appartamento molti importanti documenti, come visure camerali di società e visure dell´anagrafe tributaria che riguardavano alcuni contribuenti e che Arciello non avrebbe potuto avere. Consapevole probabilmente delle accuse che gli erano cadute sulla testa, l´impiegato inaffidabile dell´Agenzia ha tentato, sotto gli occhi delle Fiamme gialle, di liberarsi (invano) di un foglio scritto a mano buttandolo nel water. Un artigianale registro con le posizioni di quattro contribuenti che, per gli investigatori, si erano rivolti a lui - dietro pagamento - per l´annullamento di grossi carichi erariali. Mentre si è scoperto che, già indagato e per questo trasferito a Caserta, l´impiegato pur con il sospetto di essere sotto inchiesta aveva continuato con gli accessi abusivi a vantaggio dei suoi clienti, utilizzando la chiave d´accesso di un collega (anche questo ignaro) all´anagrafe tributaria. Quando il vicino di scrivania si alzava per andare al bar.
fonte http://espresso.repubblica.it
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